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L'ascesa del raffreddamento a liquido nei data center: una guida alla gestione termica ad alta densità

I data center sono fondamentali per l'economia digitale, poiché consentono servizi come l'online banking e l'e-commerce. Il loro consumo energetico è in rapido aumento: 7,4 gigawatt nel 2023, pari al 4% del consumo globale, con una domanda europea che dovrebbe più che raddoppiare entro il 2030 a causa dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione. L'alimentazione e il raffreddamento continui sono essenziali per prevenire guasti e perdite di dati.

Ottimizzazione dei sistemi HVAC per la sostenibilità dei data center

I sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria (HVAC) svolgono un ruolo fondamentale nel garantire il funzionamento affidabile dei data center. Tuttavia, si stima che il raffreddamento da solo rappresenti tra il 20% e il 50% del consumo energetico totale di un data center.

Con una quota così significativa di energia destinata alla gestione termica, le soluzioni HVAC odierne devono fare molto di più che controllare semplicemente la temperatura. Devono essere altamente efficienti, scalabili e in grado di supportare ambienti IT sempre più energivori, il tutto in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio e i requisiti di sostenibilità.

Con l'accelerazione della domanda globale di infrastrutture digitali, i data center sono sottoposti a una pressione crescente per fornire una maggiore potenza di calcolo con un minore impatto ambientale. Un progresso a sostegno di questa evoluzione è il raffreddamento a liquido, una tecnologia che, pur non essendo nuova, sta ora guadagnando grande popolarità come opzione pratica e scalabile.

I vantaggi della tecnologia di raffreddamento a liquido

L'emergere del raffreddamento a liquido è tempestivo. Sebbene la tecnologia esista da anni, sta ora entrando in un periodo di rapida adozione, guidata dai limiti del raffreddamento ad aria e dalle crescenti esigenze dell'high-performance computing (HPC), del machine learning e delle operazioni di dati hyperscale.

I sistemi tradizionali basati sull'aria stanno iniziando a raggiungere i loro limiti, sia fisici che economici. I rack di server che assorbono oltre 30 kW stanno diventando sempre più comuni, ma la soglia massima del raffreddamento ad aria è vicina a tale valore. Il raffreddamento a liquido, invece, consente un trasferimento di calore molto più efficiente, supportando densità di rack di 50, 80 o addirittura 100 kW senza richiedere aumenti massicci dell'infrastruttura o del consumo energetico.

Le unità di distribuzione del raffreddamento (CDU) fanno circolare una miscela di glicole e acqua attraverso reti a circuito chiuso, assorbendo il calore direttamente dalle parti più critiche e termicamente intensive del server, come i chipset, tramite piastre di raffreddamento e collettori.
Alcuni sistemi CDU possono offrire una capacità di raffreddamento fino a quattro volte superiore rispetto alle alternative basate sull'aria. In genere, l'aria può raffreddare una densità di rack di 25-30 kW, a temperature accettabili. Tuttavia, i rack stanno ora raggiungendo i 100 kW+, quindi le CDU sono progettate per funzionare a queste densità.

Raffreddamento ad aria vs raffreddamento a liquido: complementari, non competitivi

Sebbene il raffreddamento a liquido rappresenti un salto trasformativo nella gestione termica, non è ancora un sostituto completo dei sistemi basati sull'aria. Al contrario, sta diventando sempre più comune un approccio ibrido. Molti operatori di data center stanno implementando una combinazione di strategie di raffreddamento basate sulle esigenze di carico di lavoro, con il raffreddamento a liquido che gestisce rack ad alta densità o ad alta intensità di GPU e il raffreddamento ad aria che supporta apparecchiature più convenzionali.

Questi sistemi integrati possono essere controllati dinamicamente tramite sistemi di gestione degli edifici intelligenti e piattaforme software, consentendo la regolazione in tempo reale delle portate delle CDU, della potenza dei refrigeratori e del flusso d'aria. Questo livello di orchestrazione può essere efficiente e aiutare gli operatori a ridurre il loro Power Usage Effectiveness (PUE) a circa 1,2, con alcuni che puntano a cifre ancora più ambiziose.

Recupero e riutilizzo del calore: trasformare i rifiuti in energia

Uno dei vantaggi unici del raffreddamento a liquido è il suo potenziale di recupero e riutilizzo del calore. Il liquido caldo in uscita dai chipset dei server, tipicamente a circa 30 °C, può essere fatto passare attraverso una pompa di calore e aumentato di temperatura, rendendolo adatto alle reti di teleriscaldamento o alle applicazioni industriali.

Questo riutilizzo può contribuire a:

  1. ridurre lo spreco energetico complessivo
  2. migliorare il PUE
  3. generare valore aggiunto da ciò che prima era considerato un rifiuto

Superare i limiti dell'efficienza di raffreddamento

Con la maturazione del raffreddamento a liquido, l'innovazione si sta orientando verso il miglioramento delle prestazioni all'interno del sistema stesso. Un'area chiave è la riduzione della temperatura di approccio, ovvero il divario di temperatura causato dall'inefficienza nello scambio termico. Mentre alcune CDU possono avere una temperatura di approccio di 4 °C, l'avanzato design a doppio scambiatore di calore di Carrier la riduce a soli 2 °C. I controlli integrati altamente avanzati consentono inoltre una risposta rapida alle variazioni del carico IT, mantenendo una variazione di temperatura accettabile.

Guardando al futuro, si prospetta un'ulteriore riduzione a 1 °C, che offrirà un'efficienza ancora maggiore e getterà le basi per supportare implementazioni multi-megawatt con un overhead termico minimo. Con la continua crescita delle dimensioni e della densità dei data center, tali perfezionamenti saranno fondamentali per soddisfare la domanda futura senza aumentare proporzionalmente l'impatto ambientale.

Tendenze future nel raffreddamento dei data center

Si prevede che il raffreddamento a liquido diretto al chip rimarrà l'architettura di raffreddamento dominante per gli ambienti ad alte prestazioni nei prossimi cinque-dieci anni. Tuttavia, il raffreddamento a immersione, in cui interi server vengono immersi in un liquido termoconduttivo ed elettricamente non conduttivo, potrebbe alla fine diventare praticabile su larga scala.

Nel frattempo, Carrier continua a essere leader nello sviluppo, nella sperimentazione e nell'implementazione nel mondo reale delle tecnologie di raffreddamento di nuova generazione per i data center, tra cui la suite di soluzioni QuantumLeap™ e gli standard di certificazione dei suoi prodotti attraverso Eurovent Certified Performance.

Contattate uno degli esperti Carrier per saperne di più sulle soluzioni Carrier per la gestione del ciclo di vita termico.